Tuesday 11th December 2018,
Arci Lecco

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September 30, 2017 slider

Siamo l’Arci, una grande associazione culturale che esiste da 60 anni, di cui fanno parte donne e uomini di tutte le età, persone e gruppi che condividono un interesse. Con i nostri circoli siamo presenti in tutta Italia, nei piccoli paesi come nelle grandi città.

Ci si associa per fare cultura, musica, divertirsi, coltivare un interesse o per trovare un luogo in cui, insieme ad altr@, impegnarsi sui temi della pace, dei diritti, della democrazia.

Ricorda che associando il tuo gruppo ad Arci farai parte di una rete associativa nazionale ai sensi della nuova riforma del terzo settore (D.Lgs 117/2017) con importanti vantaggi e facilitazioni.
Da quest’anno sono davvero tante le tipologie di associazioni che potranno affacciarsi alla Rete Arci chiedendo l’adesione gratuita (per i primi due anni): i circoli nei territori in cui non siamo presenti, quelli dedicati a cinema e cultura, infanzia e adolescenza, antimafia sociale, composti in prevalenza da donne e/o under35, organizzazioni di volontariato (ODV) o di protezione civile (L. 225/1992), esperienze di mutualismo studentesco e universitario, nonché quelli impegnati nella riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati, per costruire insieme un Paese con #piùculturamenopaura.

Rivolgiti al Comitato a te più vicino oppure clicca qui per avere informazioni su come fare nascere un’associazione o su come aderire all’Arci.

Per maggiori info,  lecco@arci.it

 

Siamo una grande associazione popolare: cinquemila circoli, più di un milione di soci. Donne e uomini che hanno liberamente scelto di impegnarsi per promuovere emancipazione attraverso l’autorganizzazione e la partecipazione.
Siamo eredi di un’antica tradizione mutualistica e di una lunga storia associativa, quella dei movimenti popolari che hanno contribuito a costruire e consolidare la democrazia italiana fondata sulla Costituzione.

Crediamo nella libertà e nella dignità di ogni essere umano, nell’uguaglianza dei diritti e nella giustizia sociale, nel rispetto delle differenze, nei diritti della Terra, nella convivenza e nell’uguaglianza fra i popoli.
Crediamo nel valore della conoscenza e delle culture, nella libertà di pensiero e di espressione.
Crediamo in una società nonviolenta, accogliente e solidale, laica e pluralista, capace di realizzare convivenza e coesione sociale.
Crediamo che sia possibile assicurare a tutti e tutte benessere, distribuire in modo equo le risorse, vincolare l’economia al rispetto dei beni comuni, dell’ambiente, dei diritti sociali e del lavoro.

I nostri circoli operano per l’animazione sociale e culturale delle comunità locali, immersi nei mutamenti che le attraversano; sono un laboratorio di idee e di pratiche per il cambiamento.
Promuovono ricreazione e cultura, buona socialità, qualità delle relazioni umane e degli stili di vita, cultura e pratica dei diritti, responsabilità e cittadinanza attiva.

Facciamo associazionismo per promuovere e favorire l’azione collettiva dei cittadini nell’interesse generale.
Operiamo per promuovere il diritto al libero associazionismo, il volontariato, lo sviluppo del terzo settore e dell’economia civile, la sussidiarietà e la piena realizzazione della democrazia partecipativa.
Abbiamo fiducia nelle persone, nella loro capacità di contribuire a un futuro migliore, dove non ci sia più spazio per l’ingiustizia di cui oggi è pieno il mondo.

#piùculturamenopaura

 «Oggi cresce sempre di più l’ostilità e il timore verso il diverso, per colui che ha tradizioni ed esperienze differenti. La paura verso l’altro è un muro che può cadere solo tramite uno scambio culturale e sociale. La tessera vuole essere uno spunto di riflessione e promuovere l’apertura tra i popoli, perché la cultura è l’unico mezzo in grado di sconfiggere la paura».

La nostra risposta ai tanti aspiranti ‘ministri della paura’, che ci propongono un mondo fatto di muri, segregazioni ed egoiste solitudini sono i nostri circoli e case del popolo, luoghi di cultura, socialità, ricreazione e solidarietà. Si tratta quindi di una campagna che mette al centro i circoli e i nostri valori fondativi.

«La società non esiste. Esistono gli individui», queste parole di Margaret Thatcher persino negli anni 80 dell’edonismo reaganiano sembravano ancora provocatorie, oggi quella visione sembra avere la meglio. Eppure in un momento di crisi come questo, sono proprio le organizzazioni dei cittadini che, di fronte all’arretramento dello Stato, provano a costruire la risposta ai nuovi bisogni. Ed è dimostrato che le persone che fanno parte di reti di solidarietà sociale (associazioni, organizzazioni di volontariato), anche in caso di calo di standard di vita, non subiscono l’isolamento: le reti hanno un effetto di protezione del tessuto sociale dall’impatto della crisi economica.

Questo ruolo all’Arci peraltro è riconosciuto anche fuori dai nostri confini. Proprio i compagni greci ci raccontavano qualche mese fa che per costituire Solidarity for all, la rete sociale di mutuo soccorso in prima linea nel combattere gli effetti dell’esplosione della crisi greca, sono partiti traducendo lo statuto dell’Arci. Questo sarà anche l’anno in cui convocheremo le nostre assemblee a tutti i livelli per adeguare i nostri statuti a quanto previsto dal Codice del Terzo settore,nonché dal nuovo Statuto nazionale della nostra Arci, ora ‘ARCI aps’, con la promozione sociale che si fa spazio anche nel nome. Il nuovo Statuto ci fa fare anche un altro passo, quello «Dall’Associazione nazionale alla Rete nazionale», abbiamo formalizzato la possibilità di adesione all’Arci per Società di Mutuo Soccorso e associazioni di secondo livello, aprendo anche a sviluppi futuri che prevedano l’ingresso di soggetti giuridici (ETS) diversi.

Da quest’anno sono davvero tante le tipologie di associazioni che potranno affacciarsi alla Rete Arci chiedendo l’adesione gratuita (per i primi due anni): i circoli nei territori in cui non siamo presenti, quelli dedicati a cinema e cultura, infanzia e adolescenza, antimafia sociale, composti in prevalenza da donne e/o under35, organizzazioni di volontariato (ODV) o di protezione civile (L. 225/1992), esperienze di mutualismo studentesco e universitario, nonché quelli impegnati nella riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati, per costruire insieme un Paese con #piùculturamenopaura.

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